LE STORIE CHE CI RACCONTIAMO CREANO LA REALTÀ

Ci sono frasi che sento ripetere in contesti diversissimi. In un’azienda in crisi: “Qui non si può innovare, siamo troppo burocratici”. In una scuola: “I ragazzi di oggi non hanno più voglia di impegnarsi”. In un quartiere: “Nessuno si interessa agli altri, ognuno pensa a sé”. In un’organizzazione non profit: “Le istituzioni non ci ascoltano mai”.
Queste frasi sembrano semplicemente descrizioni della realtà. Ma sono qualcosa di più potente e insidioso: sono prescrizioni. Creano la realtà che descrivono.
Se un gruppo si racconta collettivamente “qui non si può innovare”, le persone agiranno di conseguenza: non proporranno idee nuove, non sperimenteranno, non rischieranno. E così la narrativa si auto-realizzerà.
Il problema non è che queste frasi siano completamente false. Spesso contengono elementi di verità. Ma raccontano solo una parte della storia, la parte del problema, e oscurano tutto il resto: le eccezioni, le risorse nascoste, i tentativi riusciti, i semi di cambiamento già presenti ma invisibili.